(a cura di Luigi Torriani)
Cosa possiamo aspettarci, per il 2026, dal punto di vista degli investimenti in digitalizzazione e innovazione? Come si stanno muovendo le aziende? Cosa propongono le software house e quali saranno i temi “caldi” per le PMI italiane?
Ne parliamo con Guglielmo Maffeis, CEO di Erpselection e di Faq400.
ERPSelection è il primo portale indipendente italiano di ranking, rating e software selection, mentre Faq400 è il network di riferimento per il mondo IBM i/AS400.
Buongiorno Guglielmo, e grazie per la disponibilità. Alla luce della tua esperienza e in base alla conoscenza che hai del mercato IT italiano, quali sono le tue sensazioni e previsioni per il 2026? ERP, Sicurezza, analisi dei dati, soluzioni di IA, Cloud, infrastrutture: cosa “bolle in pentola” sul mercato italiano?
Nel 2026 il mercato IT italiano entrerà, a mio avviso, in una fase di vera maturità.
Dopo anni di digitalizzazione spinta più dall’urgenza che dalla strategia – pandemia, incentivi, emergenze operative – oggi le aziende stanno iniziando a porsi le domande giuste: come rendere i dati affidabili, come collegare i processi, come prendere decisioni migliori.
Questo segna un cambio di paradigma molto profondo. ERP, cloud, cybersecurity, analytics e intelligenza artificiale non sono più mondi separati, ma parti di un’unica architettura digitale che deve funzionare in modo coerente.
In questo scenario l’ERP sta cambiando pelle. Non è più solo il sistema che gestisce contabilità, magazzino o fatturazione, ma diventa il vero sistema nervoso dell’azienda. È lì che transitano i dati, è lì che si collegano produzione, vendite, logistica e finanza, ed è su quell’infrastruttura che oggi si innestano le applicazioni di analisi e di intelligenza artificiale.
Stiamo assistendo a una forte spinta verso ERP sempre più aperti, basati su API, capaci di dialogare con CRM, MES, piattaforme di e-commerce, strumenti di business intelligence e moduli di AI. Le imprese stanno finalmente comprendendo che il valore non è tanto nel singolo software, quanto nella sua capacità di orchestrare tutto l’ecosistema digitale.
Anche sul cloud il dibattito si è evoluto. Non si parla più di cloud sì o cloud no, ma di dove il cloud ha senso e dove invece no. Nel mercato italiano vedo affermarsi sempre più modelli ibridi, molto pragmatici: il cuore dell’ERP spesso in cloud privato o in ambienti controllati, la produzione e i dati più sensibili ancora on-premise, mentre analytics, intelligenza artificiale e scalabilità vengono demandati al cloud pubblico. È una strada tipicamente europea, che cerca il giusto equilibrio tra flessibilità, sicurezza e controllo.
Proprio la sicurezza diventerà uno dei grandi temi del 2026. La cybersecurity non è più percepita come un costo o come un problema dell’IT, ma come un fattore di continuità del business. Le aziende stanno capendo che se si ferma l’ERP, si ferma l’azienda. Questo significa che sicurezza, compliance e protezione dei dati entreranno sempre più nei criteri di scelta dei software e delle infrastrutture, non solo nei progetti di difesa perimetrale.
Parallelamente, l’uso dei dati e della business intelligence diventerà davvero mainstream anche per le PMI. ERP, data warehouse, dashboard e strumenti di analisi non saranno più un lusso da grande azienda, ma una dotazione standard. Chi non riesce a leggere i propri numeri in tempo reale, a capire margini, scostamenti e performance, semplicemente non riesce più a competere.
In questo contesto l’intelligenza artificiale farà finalmente il salto da tecnologia “di moda” a strumento operativo. Nel 2026 vedremo sempre più applicazioni concrete: previsione della domanda, ottimizzazione degli acquisti, analisi dei margini, supporto alle vendite, automazione di attività amministrative. Ma c’è un punto fondamentale: l’AI funziona solo se i dati sono buoni e se l’ERP è moderno e ben implementato. Senza una base solida, l’intelligenza artificiale resta solo un giocattolo.
Infine, c’è un grande tema che nel mercato italiano sta diventando centrale: la software selection. Non manca l’offerta, anzi. Le aziende sono sommerse da soluzioni, vendor, promesse e tecnologie. Il vero problema oggi non è trovare un software, ma scegliere quello giusto. Per questo crescerà sempre di più il valore della consulenza indipendente e di piattaforme che aiutano le imprese a orientarsi, a confrontare, a capire cosa serve davvero e cosa no. Il 2026, più che l’anno del “nuovo software”, sarà l’anno delle scelte consapevoli. Ed è lì che si giocherà una parte importante della competitività delle imprese italiane.
Un discorso a parte merita un ambito nel quale sia la tua società Faq400 sia noi di Datasys Network siamo molto attivi: l’innovazione per quanto riguarda la contabilità su IBM Power. Cosa vedi da questo punto di vista nel 2026 in Italia? Come si muoverà il mercato e quali esigenze hanno le aziende interessate?
Nel mondo IBM Power e IBM i, il tema dell’innovazione in ambito contabile e gestionale nel 2026 sarà molto meno tecnologico di quanto si pensi, e molto più legato al business.
Le aziende che oggi girano ancora su sistemi contabili storici, spesso sviluppati decenni fa, non mettono in discussione l’affidabilità della piattaforma – che resta straordinaria – ma iniziano a soffrire sempre di più i limiti di quei software rispetto alle esigenze moderne: integrazione, reporting, compliance, velocità di adattamento.
Quello che vedo chiaramente è una forte spinta verso una modernizzazione “intelligente”, non una sostituzione traumatica. Le imprese italiane che lavorano su IBM Power hanno un patrimonio enorme: dati puliti, processi solidi, logiche di business costruite in anni di operatività. Nessuno vuole buttare via questo valore.
Nel 2026 il mercato si muoverà sempre di più verso soluzioni che permettono di mantenere il cuore transazionale su IBM i, ma di aprirlo al mondo: interfacce web, API, collegamenti con sistemi di business intelligence, portali, strumenti di intelligenza artificiale.
In particolare sulla contabilità, il grande tema sarà la capacità di trasformare un sistema che oggi è spesso visto come puramente amministrativo in una piattaforma di governo economico dell’azienda. Le aziende chiedono bilanci più rapidi, controllo di gestione più puntuale, analisi dei margini, simulazioni, forecast. Questo richiede che il software contabile non sia più un “modulo chiuso”, ma una fonte strutturata di dati, pronta per essere letta da strumenti di BI e di AI.
Un altro fattore chiave sarà la compliance. Tra fatturazione elettronica, normativa fiscale in continua evoluzione, controlli e obblighi di tracciabilità, i sistemi contabili su IBM i dovranno essere sempre più aggiornabili, connessi e in grado di dialogare con l’esterno. Chi resterà su soluzioni rigide, difficili da manutenere o dipendenti da pochi sviluppatori, rischierà di diventare un collo di bottiglia per l’azienda.
Dal punto di vista del mercato, vedo una forte crescita delle soluzioni ibride: contabilità e core ERP ancora su IBM Power, per affidabilità e performance, affiancati da componenti cloud per reporting, workflow approvativi, analisi e collaborazione. È un modello che permette alle aziende di evolvere senza perdere il controllo, e che risponde molto bene alla cultura IT delle medie imprese italiane.
In sintesi, nel 2026 l’innovazione sulla contabilità IBM i non sarà tanto nel “riscrivere tutto”, ma nel rendere questi sistemi finalmente protagonisti della trasformazione digitale. Più aperti, più integrati, più intelligenti.
Le aziende non cercano di scappare da IBM Power: cercano di farlo diventare il motore di una nuova generazione di gestione economico-finanziaria. E questo, per chi opera in questo ecosistema, è una grande opportunità.
Con la fiera ICT Village e con altre importanti iniziative, Faq400 e Erpselection sono state in prima fila negli ultimi anni nell’organizzazione di eventi di settore. Quali sono i vostri progetti per il 2026?
Nel 2026 vogliamo fare un salto di qualità sia con Faq400 sia con ERPSelection, perché sentiamo che il mercato è pronto.
In questi anni gli eventi come ICT Village hanno dimostrato una cosa molto chiara: c’è un enorme bisogno di luoghi, fisici e digitali, in cui domanda e offerta di tecnologia possano incontrarsi in modo serio, non commerciale in senso stretto ma strategico. Le aziende non cercano più solo fornitori, cercano visione, confronto, casi reali, competenze.
Con Faq400 continueremo a lavorare sull’ecosistema IBM Power e IBM i, ma sempre di più in una chiave di apertura verso il futuro. Il nostro obiettivo è trasformare la community da semplice punto di incontro tecnico a vero osservatorio del mercato gestionale e applicativo che gira su questa piattaforma. Nel 2026 puntiamo a un evento con più contenuti di valore, più momenti di dialogo tra utenti finali, software house e partner tecnologici, mettendo al centro temi come modernizzazione, ERP, dati e intelligenza artificiale.
Con ERPSelection, invece, la direzione è ancora più chiara: diventare il punto di riferimento italiano per la software selection. Questo significa non solo portale e classifiche, ma eventi, webinar, workshop e format ibridi che aiutino concretamente le aziende a capire cosa scegliere, come scegliere e con quali criteri.
Nel 2026 vogliamo portare questo modello anche in presenza, creando momenti di incontro tra imprese che devono cambiare ERP, vendor e consulenti, in un contesto neutrale, orientato alla qualità delle decisioni e non alla spinta commerciale.
Un altro filone molto importante sarà quello dei contenuti. Eventi, community e piattaforme non sono più separati: oggi chi partecipa vuole continuare a informarsi, confrontarsi, approfondire anche dopo l’evento. Per questo stiamo investendo molto su contenuti digitali, ricerche di mercato, survey, guide alla scelta dei software, che diventeranno sempre più una parte strutturale della nostra proposta.
In fondo, la nostra visione per il 2026 è semplice: aiutare le aziende italiane a non subire la trasformazione digitale, ma a governarla.
Faq400 e ERPSelection nascono in mondi diversi, ma oggi convergono sulla stessa missione: creare cultura, competenza e consapevolezza attorno al software gestionale e all’innovazione. Ed è su questo che continueremo a costruire i nostri progetti nei prossimi anni.
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